Terpeni

La presenza di terpeni, più nello specifico 100 composti terpenici, conferisce l’inconfondibile odore di cannabis.
La componente terpenica varia a seconda della tipologia di cannabis e dal tempo di raccolta. Il β-mircene, monoterpene non ciclico, insieme al β-cariofillene è il più abbondante terpene prodotto da cannabis. Questi due, insieme a tutta una serie di altri terpeni presenti in cannabis possono contribuire all’azione antinfiammatoria agendo sulla produzione di citochine21 o fungendo direttamente come agonisti dei recettori cannabinoidi, come nel caso del β-cariofillene52.
I terpeni sono una classe di composti aromatici presenti in molteplici piante, con funzione di protezione dai predatori, attrazione degli impollinatori e miriadi altri ruoli, sono tra i più comuni componenti nelle diete umane, basti pensare alle spezie. Questi componenti sono riconosciuti come sicuri (GRAS) dalle agenzie regolatorie mondiali. I terpeni sono composti capaci di influenzare il comportamento animale e persino umano. Sono tipicamente prodotti in strutture dedicate e sono i principali costituenti degli oli essenziali (EO) derivati da piante aromatiche; nel caso della cannabis le strutture preposte alla loro sintesi sono i tricomi ghiandolari, la stessa fonte di produzione dei fitocannabinoidi.
Gran parte del dibattito scientifico sulla Cannabis, si è incentrato sull’importanza o la mancanza di effetti farmacologici di questi terpeni.
Nonostante in alcune preparazioni le concentrazioni di terpeni siano relativamente basse, esistono oramai evidenze scientifiche che ne confermano l’efficacia terapeutica. Già piccole quantità nell’aria riescono a produrre effetti sul comportamento dei roditori facendo aumentare o diminuire i livelli di attività, anche quando i livelli sierici osservati sono bassi o trascurabili
La loro attività si esplica nel sistema nervoso centrale, grazie alla loro lipofilia, provocando effetti su canali ionici, neurotrasmettitori, recettori del gusto e olfattivi.
I terpenoidi, in particolare i monoterpeni, sono altamente biodisponibili se assunti per via inalatoria.
Dei 20mila terpeni attualmente noti, circa 200 sono stati trovati nella pianta di Cannabis, alcuni di loro (120) con alte concentrazioni anche se alcuni sono artefatti della distillazione in corrente vapore (isomeri rispetto alla struttura naturale).
La concentrazione di terpeni nei diversi strains di Cannabis è mutata nel tempo, grazie alle nuove tecniche di coltivazione e breeding si sono raggiunte concentrazione superiori al 3,5% nelle infiorescenze. Il ß-mircene è il terpene che si trova più facilmente nella pianta di Cannabis, come già reso noto nell’“Essential oil of Cannabis sativa L. strains”, pubblicato nel 1997 dal Centro Svizzero di Agroecologia ed Agricoltura.
Mostrano effetti terapeutici unici e contribuiscono significativamente agli effetti entourage di estratti medicinali a base molteplici piante tra cui la Cannabis.
Interazioni tra fitocannabinoidi-terpeni può produrre sinergia rispetto al trattamento del dolore, dell’infiammazione, depressione, ansia, dipendenza, epilessia, cancro, infezioni fungine e batteriche (incluso Staphylococcus aureus meticillino-resistente). Sono presenti alcuni studi scientifici su componenti di piante non contenti cannabinoidi che possono essere utilizzate come antidoti agli effetti indesiderati del THC con possibilità di aumento del suo indice terapeutico, confermando la loro funzione modulatrice nel fitocomplesso della pianta. Dunque le diverse concentrazioni di terpeni nei vari strains e derivati può portare ad una modulazione di alcuni effetti, sinergizzando e/o contrastando effetti collaterali.
La sinergia del fitocomplesso (fitocannabinoidi-terpeni) è dimostrata anche dalla presenza di farmaci in commercio contenenti estratti di cannabis piuttosto che cannabinoidi isolati.
Basti pensare al Sativex®, estratto di cannabis oromucosale standardizzato, approvato in più di 29 paesi, appositamente progettato per incorporare terpenoidi.

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