CBD come materia prima alimentare

Il CBD può essere utilizzato anche come materia prima alimentare per la produzione di diversi prodotti.

CBD E INTEGRATORI

Il CBD puro ed estratti non risultano impiegabili come ingredienti negli integratori alimentari. Italia, Francia e Belgio hanno approvato una lista chiamata “BelFrIt” dove vengono riportate tutte le piante e loro parti ammesse nella formulazione di integratori alimentari.

La Cannabis Sativa L. è presente nell’elenco, ma solo i semi e l’olio derivato dai semi può essere impiegato come ingrediente.

Attualmente non è dunque possibile registrate prodotti contenenti CBD come integratori alimentari

NOVEL FOOD

“Alimenti e ingredienti alimentari che non sono stati utilizzati ad uso umano in maniera significativa nella comunità prima del 15 Maggio 1997 sono considerati Novel Food

(NB: estratti e sostanze isolate ricadono in tale giurisdizione, sono esclusi gli aromi)”

Esiste un database europeo dove vengono riportati gli ingredienti a cui tale regolamentazione dovrebbe essere applicata. Essa si differenzia dalla semplice legislazione alimentare in quanto c’è la necessità di comprovare la sicurezza del prodotto con tutta una serie di studi ad elevato costo.

Estratti di Canapa o prodotti contenenti cannabinoidi sono considerati Novel Food e di conseguenza anche la molecola pura cristallina al 99% CBD.

Una richiesta da parte del ministero dell’agricoltura della repubblica Ceca non ha ricevuto valutazione sotto la vecchia legislazione novel food. La richiesta è stata ripresentata ad Aprile 2018 sotto la nuova legislazione novel food; tale classificazione ha reso solamente più grigia la situazione in quanto gli enti preposti non hanno ritenuto urgente/necessario sottoporre a valutazione tale richiesta.

Ad oggi si è ancora in attesa di un comunicato ufficiale che modifichi o approvi quanto riportato nel catalogo Europeo, in quanto la presenza nell’elenco non ha valore esecutivo, ma da solo indicazione agli stati europei su come dovrebbe essere classificata la sostanza.

CBD E AROMI ALIMENTARI

«Ec Standing Commiteee on Foodstuffs dichiara che i fiori di canapa usati come aromatizzanti per la produzione di Bevande come ad esempio la birra sono considerati ingredienti alimentari e non additivi se usati allo stesso modo dei fiori di luppolo» dichiarando la possibilità dell’utilizzo della canapa e derivati come aromi ad uso alimentare, basti pensare a quanto tempo addietro risalgono le birre alla canapa.

Gli aromi sono esclusi dalla normativa novel food a partire da Gennaio 2018

Ad oggi però, nonostante la documentazione inviata al ministero italiano da parte di alcuni produttori, nemmeno questa strada sembra percorribile. L’ufficio igiene e alimenti del ministero della salute ha ritenuto gli aromi/preparazioni aromatiche di canapa non di libera vendita, infatti questi dovrebbero essere sottoposti a valutazione EFSA in quanto non derivanti da alimenti.

In poche parole sia alimenti che aromi devono derivare solamente dai semi e non dalle infiorescenze.

“REGULATION (EU) 2015/2283

food flavourings falling within the scope of Regulation (EC) No 1334/2008 of the European Parliament and of the Council(8)and extraction solvents falling within the scope of Directive 2009/32/EC of the European Parliament and of the Council(9)should be excluded from the scope of this Regulation”

Attualmente affinché un prodotto risulti correttamente commercializzato la trafila di adempimenti è lunga. Trovare prodotti che rispecchino tutte le normative dello specifico settore è già difficile nella normalità. In questo ambito, le aziende in grado di produrre e commercializzare un prodotto che rispecchi ogni singolo requisito sono poche, a causa di una cattiva informazione e non-regolamentazione che porta:

  • al settore farmaceutico autorizzazioni difficilmente rilasciabili, con costi produttivi non sempre vantaggiosi rispetto al mercato
  • al settore alimentare la ricerca di un prodotto che debba rispettare l’uso di solventi “GREEN” e la totale assenza THC (cosa che solitamente* va in direzione opposta in quanto la rimozione del THC o la produzione di cristalli 99% CBD avviene con solventi non ammessi nel settore alimentare) rendendo di difficile realizzazione e reperimento un prodotto che non sarebbe facile da ottenere neanche per le aziende farmaceutiche. A questo si deve aggiungere la richiesta come NOVEL FOOD con costi affrontabili solo da aziende di grosse dimensioni e tempistiche lunghe e incerte, SERERE® CBD Broad Spectrum: l’eccezione
  • al settore cosmetico una difficile interpretazione regolatoria sulla tipologia di materia prima impiegabile

Alcune aziende stanno andando nella giusta direzione, ma nonostante si cerchi un inquadramento preciso dei prodotti ad oggi è nessun prodotto può essere classificato fatta eccezione per l’uso farmaceutico della sostanza.

Ci si trova dunque in un mercato invaso da prodotti ad “uso tecnico” che non danno nessuna garanzia di sicurezza e qualità.

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